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Congelati i beni di un'altra leader femminista in Egitto

12/01/2017




Un tribunale militare del Cairo ha congelato i beni di Mozn Hassan, attivista femminista e dei diritti umani delle donne, e quelli di Nazra for Feminist Studies, l’organizzazione non governativa che Mozn ha creato e dirige. 
Il giudice ha anche deciso il congelamento dei beni di un’altra organizzazione non governativa, APRO (Arab Penal Reform Organization), del suo direttore Mohamed Zarea e di un impiegato della organizzazione, Atef Hafen. Sono ormai nove i difensori dei diritti umani condannati al congelamento dei beni, e sette le organizzazioni non governative. 

Mozzo è la seconda leader del movimento femminista in Egitto a subire la stessa condanna, associata a quella relativa al divieto a viaggiare, dopo Azza Soliman. Entrambe sono nazionalmente e internazionalmente ben conosciute per le loro attività per i diritti delle donne e contro la violenza di genere. 

Le attiviste per i diritti delle donne sono accusate, oltre che dei crimini relativi alla famigerata causa 173/2011 che colpisce le organizzazioni non governative per aver ricevuto fondi stranieri allo scopo di minacciare la sicurezza nazionale, anche di “incitare a una irresponsabile liberazione” delle donne. 
Nazra for Feminist Studies, nel comunicato pubblicato dopo la condanna, ha dichiarato: 

“Siamo un gruppo che ha sempre sognato di giocare un ruolo di cambiamento nella società, e che ha creduto nella necessità di un futuro migliore per le donne in Egitto. Fra il 2012 e il 2013, mentre aumentava la violenza delle donne in Piazza Tahir, noi e altre organizzazioni femministe abbiamo avuto un ruolo importante nel rompere il silenzio e la complicità verso la violenza sulle donne nella sfera pubblica.  

Siamo anche convinte che non ci sia transizione democratica nè cambiamenti positivi senza la partecipazione delle donne. E per questo abbiamo lavorato, dopo la rivoluzione di gennaio. 
Lo stato ci accusa di aver ricevuto fondi, e dietro questo vede una cospirazione. Anche se le risorse finanziarie sono un fattore importante per la presenza e il lavoro di qualunque organizzazioni, l’impegno fondamentare delle organizzazioni non governative non consiste nel ricevere finanziamenti, ma nell’agire per realizzare i diritti dei cittadini.  

Il congelamento dei beni limiterà ovviamente il nostro lavoro, ma continueremo ciò che abbiamo cominciato con tutta l’energia e gli strumenti garantiti dalla Costituzione e dalla legge. Il futuro che sogniamo per le donne in Egitto è lontano dall’essere realizzato, e noi continueremo a lavorare per questo, per una vita migliore delle donne egiziane, e per un forte e indipendente movimento femminista in Egitto”. 

Il loro sogno è anche il nostro, tutta la solidarietà dell’Arci a Mozn Hassan, a Nazra, alle attiviste e agli attivisti egiziani che resistono alla repressione.

 



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