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(im)patto sociale

25/01/2016



Al via la seconda fase di (im)PATTO SOCIALE

promossa da Libera,Gruppo Abele, Sbilanciamoci!,Arci, Rete della Conoscenza

 

Spesa sociale fuori dal patto di stabilità. Una risoluzione presentata ai Parlamentari

in vista della discussione del Documento di Economia e Finanza

 

Con una risoluzione presentata ai Parlamentari per porre fine alle politiche di austerità e chiedere di escludere la spesa sociale dal Patto di Stabilità in vista della discussione del Def (Documento di Economia e Finanza), prende il via la seconda fase della campagna imPATTO SOCIALE –  promossa da Libera, Gruppo Abele, Sbilanciamoci!, Arci, Rete della Conoscenza e dalle centinaia di realtà sociali che fanno parte della rete Miseria Ladra.

 

Se in nome della lotta al terrorismo Juncker ha dato la possibilità ai governi di derogare al patto di  stabilità non inserendo nel conteggio del deficit le spese per la sicurezza, crediamo sia ancor più urgente e utile derogare al patto di stabilità per le spese relative ai servizi sociali, fondamentali per il contrasto alle diseguaglianze ed all’esclusione sociale di cui il terrorismo si nutre per diffondere i suoi messaggi di odio. Le politiche sociali rappresentano infatti un investimento sulla coesione sociale e sulla sicurezza ancor più necessario in questa fase dinanzi all'esplosione delle diseguaglianze ed alle contraddizioni e tensioni che questo comporta. Il terrorismo lo si sconfigge soprattutto combattendo le diseguaglianze ed investendo in diritti sociali, istruzione e cultura, le vere armi in grado di isolare socialmente e politicamente l'ideologia del terrore e della guerra.

 

Nella proposta di risoluzione, presentata a tutte le forze politiche, si dà risalto a come i dati (Istat, Oxfam, Eurostat e Svimez) sull’aumento delle diseguaglianze e sull’aumento delle grandi ricchezze private dimostrino come il problema della povertà in Europa e in Italia non consista nella scarsità di risorse, ma nel modo in cui la ricchezza è distribuita, nei tagli al welfare e nella perdita della centralità delle politiche sociali e fiscali come strumento di contrasto alle diseguaglianze.

 

Per questo i promotori della Campagna vogliono fornire al mondo della politica un utile strumento che impegni il governo ad escludere dal Patto di stabilità la spesa sociale; ad aumentare le risorse per i fondi sociali nazionali, a dismettere la politica dei tagli lineari agli enti locali e alla spesa sanitaria, ad aumentare la spesa per l'istruzione e per la cultura portandole almeno al livello della media europea, a rimodulare il sistema del diritto allo studio, prevedendo la sua estensione universale, a introdurre una misura strutturale di sostegno al reddito di entità almeno pari al 60% del reddito mediano pro-capite e ad impegnarsi a livello europeo affinché siano abbandonate le politiche di austerità a vantaggio degli interventi a sostegno dei consumi e della domanda interna, della crescita, dell’occupazione e dell’inclusione sociale.

 

Ricucire quello che l'austerità ha logorato perchè i diritti civili non hanno valore senza diritti sociali. La campagna si rivolge anche agli amministratori locali con la richiesta di approvare una delibera di impegno a sostegno della proposta della campagna imPATTO SOCIALE. Sono già oltre una ventina  i Comuni che hanno aderito all'iniziativa tra cui Napoli, Palermo, Asti, Pisa, Monterotondo, Licata, Fabriano, Campi Bisenzio.

 

Scarica il testo della risoluzione in pdf

 

Di seguito le informazioni sulla campagna e su come aderire



La rete di Miseria Ladra, promossa da Libera e Gruppo Abele, la Campagna Sbilanciamoci, l'Arci e la Rete della Conoscenza promuovono una campagna rivolta agli amministratori locali, al Parlamento e al Governo italiano e alle istituzioni europee per chiedere di porre fine alle politiche di austerità e, in ogni caso, di escludere la spesa sociale dal Patto di stabilità.
Il 18 novembre il presidente della CE Juncker ha annunciato ai cittadini europei che le spese per la sicurezza e l'acquisto di armi saranno considerate spese straordinarie da non far rientrare nel patto di stabilità. T-3ef73d6e166c1975a805860e0f0599cc-500x228.png
Una decisione presa in seguito agli attentati terroristici di Parigi. In pochissime ore si è deciso di derogare in nome della lotta al terrorismo e della sicurezza alle regole di uno dei pilastri delle politiche di austerità portate avanti dall'inizio della crisi del 2007. Il rispetto del patto di stabilità è la motivazione con la quale negli ultimi anni sono stati sottratti 19 miliardi agli enti locali e 12 miliardi di mancati trasferimenti erariali. A questo si somma la drastica riduzione del Fondo Nazionale per le politiche sociali: rispetto al 2008 il fondo ha subito un taglio complessivo di quasi l'80%, la quota del Fondo destinata a regioni ed enti locali ha subito una riduzione del 58%. La drammatica riduzione dei fondi per il contrasto alla povertà e l'esclusione sociale e l'assenza di misure strutturali di sostegno al reddito hanno fatto esplodere gli effetti della crisi sulle fasce più deboli della popolazione producendo un aumento della povertà che non trova un completo riscontro nelle serie statistiche Istat del nostro paese.
La povertà assoluta è triplicata arrivando a colpire oltre 4,5 milioni di italiani, così come la dispersione scolastica, la povertà minorile e la disoccupazione giovanile sono tra le più alte d'Europa. Gli ultimi dati Istat denunciano come il 28,3% della nostra popolazione sia a rischio povertà. Una situazione drammatica che favorisce mafie e corruzioni e che rischia di innescare guerre tra poveri e generare frammentazione sociale e rancore tra le fasce più deboli della popolazione, sempre più marginalizzate e considerate un problema invece che cittadini. Ma anche in tutta Europa le diseguaglianze sono aumentate a livelli insopportabili e rappresentano il problema principale che oggi mette seriamente a rischio coesione sociale e tenuta democratica. Sono 128 milioni i cittadini europei in povertà relativa e 43 milioni nell'indigenza.
Se in nome della lotta al terrorismo si è data la possibilità ai governi di derogare al patto di stabilità non inserendo nel conteggio del deficit le spese per la sicurezza, crediamo sia ancor più urgente ed utile derogare al patto di stabilità per le spese relative ai servizi sociali, fondamentali per il contrasto alle diseguaglianze ed all'esclusione sociale di cui il terrorismo si nutre per diffondere i suoi messaggi di odio.
Le politiche sociali rappresentano infatti un investimento sulla coesione sociale e sulla sicurezza ancor più necessario in questa fase dinanzi all'esplosione delle diseguaglianze ed alle contraddizioni e tensioni che questo comporta. Il terrorismo lo si sconfigge soprattutto combattendo le diseguaglianze ed investendo in diritti sociali, istruzione e cultura, le vere armi in grado di isolare socialmente e politicamente l'ideologia del terrore e della guerra.
Per queste ragioni Le chiediamo di sostenere la campagna ed esprimere la Sua manifestazione di interesse per porre fine alle politiche di austerità e, in ogni caso, per escludere la spesa sociale dal Patto di stabilità.
 
Per adesioni alla campagna ed info: ximpattosociale@gmail.com

ATTIVATI E PARTECIPA!

Agli amministratori locali

Considerato che: lo scorso 18 novembre il presidente della CE Juncker ha annunciato ai cittadini europei che le spese per la sicurezza e l'acquisto di armi saranno considerate spese straordinarie da non far rientrare nel patto di stabilità in nome della lotta al terrorismo. 
Visto che: il rispetto del patto di stabilità è la motivazione con la quale negli ultimi anni sono stati imposti nel nostro paese  tagli ai trasferimenti agli enti locali per 19 miliardi e 12 miliardi di mancati trasferimenti erariali. 
Considerato che: in nome delle politiche di austerità il Fondo Nazionale per le politiche sociali rispetto al 2008 ha subito un taglio complessivo di quasi l'80% e la quota del Fondo destinata a regioni ed enti locali ha subito una riduzione del 58%.
Considerato che: la drammatica riduzione dei fondi per il contrasto alla povertà e l'esclusione sociale e l'assenza di misure strutturali di sostegno al reddito hanno fatto esplodere gli effetti della crisi sulle fasce più deboli della popolazione producendo un drammatico aumento della povertà.
Visto che: la povertà assoluta è triplicata arrivando a colpire oltre 4,5 milioni di italiani, così come sono cresciute la dispersione scolastica, la povertà minorile e la disoccupazione giovanile, tra le più alte d'Europa. 
Considerato che: gli ultimi dati Istat denunciano come il 28,3% della nostra popolazione sia a rischio povertà. 
Visto che: l'aumento delle diseguaglianze e delle povertà favoriscono mafie e corruzioni, rischiando di innescare guerre tra poveri e generare frammentazione sociale e rancore tra le fasce più deboli della popolazione, sempre più marginalizzate e considerate un problema invece che cittadini portatori di Diritti e Responsabilità.
Visto che: a causa dei tagli alle politiche sociali ed all'imposizione dalle politiche di austerità in tutta Europa le diseguaglianze sono aumentate a livelli insopportabili e rappresentano il problema principale che oggi mette seriamente a rischio coesione sociale e tenuta democratica: sono 128 milioni i cittadini europei in povertà relativa e 43 milioni nell'indigenza.
Visto che: in nome della lotta al terrorismo si è data la possibilità ai governi di derogare al patto di stabilità non inserendo nel conteggio del deficit le spese per la sicurezza.
Visto che: le politiche sociali rappresentano un investimento sulla coesione sociale e sulla sicurezza ancor più necessario in questa fase dinanzi all'esplosione delle diseguaglianze ed alle contraddizioni e tensioni che queste generano. 
Considerato che: il terrorismo e le mafie le si sconfiggono soprattutto combattendo le diseguaglianze ed investendo in diritti sociali, istruzione e cultura, le vere armi in grado di isolare socialmente e politicamente l'ideologia del terrore e della guerra

CHIEDIAMO con urgenza di derogare al patto di stabilità per le spese relative ai servizi sociali, fondamentali per il contrasto alle diseguaglianze ed all'esclusione sociale di cui il terrorismo e le mafie si nutrono per diffondere i loro messaggi di odio. 
Per questo IMPEGNIAMO IL COMUNE E LA GIUNTA A CHIEDERE AL GOVERNO NAZIONALE di manifestare presso il presidente della CE la volontà politica del nostro paese di derogare in nome del rispetto dei Diritti e della Intangibilità della Dignità umana sanciti nella Carta di Nizza.

Leggi l'articolo di ArciReport con gli ultimi dati sulla povertà in Italia



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Posted by Ornella Buran on
L'attenzione alle politiche sociali sono alla base di una società giusta, democratica e solidale.
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