Comitato Arci Caltanissetta: intervista al presidente Giuseppe Montemagno

12/04/2018

 

 

Caltanissetta_1.jpgCosa ti porti dal mandato appena concluso e cosa invece lasci indietro?

L’esperienza realizzata in questi quattro anni è stata molto formativa. Fare il presidente del comitato ti costringe a vivere l’impegno associativo in modo diverso, intervenire su una complessità di aspetti che magari prima non avevi considerato. Ma sono maggiori anche le soddisfazioni, l’intensità delle relazioni che si costruiscono. In un piccolo comitato come il nostro poi, hai modo di conoscere a fondo ogni singola realtà e condividere ogni tipo di esperienza e vederla crescere fino a raggiungere risultati inaspettati. Due esempi tra i tanti: a Riesi, i soci del circolo La Casa della Musica, tutti under 30, hanno trasformato in due anni la sede messa a disposizione dal papà di uno di loro in un moderno centro di aggregazione con tanto di sala prove ed un salone che può ospitare proiezioni video, feste o il doposcuola per i ragazzini del paese. Lo hanno fatto con le loro mani ritrovandosi nei fine settimana. Oggi il circolo conta circa 150 giovani soci. L’altra esperienza molto bella è quella del gruppo della Rete Studenti Medi di Caltanissetta. Quattro anni fa decidono di costituire un circolo Arci e aprono uno spazio nel centro storico. L’inaugurazione di quella sede fu la mia prima uscita da presidente. Dopo un anno sono costretti a lasciare quello spazio e  dopo aver girovagato per qualche tempo, ottengono dal Comune la palestra di una ex scuola ancora nel centro storico. In pochi mesi trasformano quel luogo angusto in uno spazio colorato e allegro, che la mattina ospita un corso di italiano per i giovani migranti di uno SPRAR e nel pomeriggio ospita eventi culturali, mostre, dibattiti e feste. Ecco, ciò che voglio portare dietro è la concretezza utopica di questi ragazzi che dal nulla hanno prodotto luoghi reali di cambiamento.

 

Caltanissetta_2.jpgQuali esigenze sono emerse dai soci durante il congresso?

Rafforzare la rete dei circoli attraverso momenti formativi ed aggregativi dove potersi scambiare esperienze e costruire nuova progettualità condivisa. Si tratta di una esigenza manifestata da più parti che purtroppo deve fare i conti con le difficoltà logistiche legate alla mobilità nel territorio. Ci sono comuni dell’area interna della nostra provincia che in inverno rischiano di restare isolati per l’impraticabilità delle strade. Proveremo comunque a superare anche questi ostacoli e a trovare il modo per dare seguito alle esigenze manifestate dai soci.

 

Quali sono gli obiettivi prioritari di cui si occuperà il comitato?

Intanto favorire la formazione di un nuovo gruppo dirigente e valorizzare le tante energie fresche che abbiamo nei nostri circoli.

La presenza di tanti giovani deve essere un valore aggiunto nella prospettiva di una crescita dell’Arci sul  territorio. Saremo impegnati inoltre a costruire reti territoriali in grado di promuovere lo sviluppo economico-sociale, valorizzando l’enorme patrimonio storico e naturalistico esistente e limitando il fenomeno dell’emigrazione giovanile.

 

ArciReport, 12 aprile 2018



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