Comitato Arci L'Aquila: intervista alla presidente Marcella Leombruni

12/04/2018

 

 

IMG-20180408-WA0000.jpgCosa ti porti dal mandato appena concluso e cosa invece lasci indietro?

Il mandato appena concluso, durato 4 anni è stato impegnativo ma stimolante,  un’esperienza di vita vera all’interno di una comunità plurale, in continua rigenerazione, tra circoli che esaurivano la loro esperienza associativa  e circoli che nascevano, diversi e distanti tra loro per finalità associative,  età dei soci, collocazione territoriale. L’impegno è stato quello  di non far sentire  i circoli corpi estranei rispetto al comitato territoriale, a  non limitarsi al solo rapporto burocratico, ma costruire una  paziente rete di rapporti, di condivisione,  nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità,  senza invasioni di campo o sovrapposizione di funzioni,  per dare senso al nostro essere associazione popolare, non autoreferenziale, radicata nei territori.

Mi porto da questo mandato, come dai precedenti , la consapevolezza che tenere insieme una rete di esperienze associative tanto diverse e tanto distanti ci vuole ascolto  e reciprocità, ricerca certosina della sintesi possibile delle tante anime che albergano nell’Arci. Far sentire i circoli, grandi e piccoli che siano, parte fondante della  nostra associazione.


Quali esigenze sono emerse dai soci durante il congresso?

Mi preme  sottolineare  che al Congresso hanno partecipato  i delegati  di 10 circoli sugli 11 ad oggi affiliati.

Un segnale di vitalità  e di partecipazione che non era affatto scontata.  Per molti  è stata la prima occasione di incontro, di  scambio e di conoscenza  più diretta delle articolazioni di cui si compone l’associazione Arci.

La discussione si è focalizzata sulla necessità di mettersi più in relazione, scambiarsi esperienze  e collaborazioni, condividere  saperi e pratiche associative .

Un’esigenza avvertita dai circoli più periferici  dove situazioni oggettive  tendono all’ isolamento culturale prima ancora che territoriale. Si è dibattuto sul tema dell’immigrazione che ha fatto  emergere  approcci e percezioni  diverse  rispetto all’impatto sociale e culturale  che questo fenomeno ha prodotto in Italia e in Europa. Abbiamo  preso  atto che i progetti SPRAR,  gestiti dal Comitato nella provincia dell’Aquila, tra cui il capoluogo stesso,  non si traducono automaticamente nella formazione di una cultura dell’accoglienza e dell’integrazione.

 

Quali sono gli obiettivi prioritari di cui si occuperà il comitato?

Accompagnare e sostenere i circoli nel passaggio alla  riforma del terzo settore. Gli adempimenti che la riforma impone spaventa non poco le nostre basi associative che vivono del lavoro volontario dei soci a cui rimane spesso  difficile  riuscire a stare dietro a tutti gli adempimenti  necessari per il corretto svolgimento delle attività.

Trovare modalità operative più  efficaci  di circolazione e condivisione delle informazioni  tra comitato e circoli. Dotarsi di una struttura funzionale snella che vada ad affiancarsi agli organismi dirigenti,  per coinvolgere più compiutamente i circoli in tutte le  scelte decisionali del comitato.

 

ArciReport, 12 aprile 2018



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