Per un'Europa fondata sui valori della democrazia e della solidarietà, non sulla finanza e la tecnocrazia

30/06/2015



Da troppo tempo il progetto dell'Europa unita resta schiacciato su uno schema in cui la politica soggiace alle ragioni della tecnocrazia e della finanza.

Di fronte alla resistenza del governo greco, questo schema ha generato un cortocircuito che non solo rischia di abbattersi sui cittadini ellenici ma mette in pericolo le basi che fondano il progetto dell'Europa unita.

Per questo pensiamo che in queste ore drammatiche stiamo assistendo ad una crisi che travalica il conflitto tra Grecia e vertici Ue. In realtà, si contrappongono, come non mai, due visioni di Europa. Una ostinatamente perseverante in politiche di austerity che hanno aumentato disuguaglianze e compresso i diritti. Un'altra invece che guarda al primato della politica e della pratica della democrazia e della solidarietà.

La possibilità che avrà domenica prossima il popolo greco di esprimersi sulla proposta dell'ex trojka rappresenta un sussulto di dignità, sovranità, democrazia, in questo buio passaggio della storia dell'Unione europea. Potrà rappresentare un'altra visione dell'Europa unita, quella secondo cui al centro ci sono i popoli e la democrazia.

Raccogliamo l’invito di tante organizzazioni sociali europee per l’organizzazione di una settimana straordinaria di mobilitazione, invitiamo i nostri soci e tutti i cittadini a sottoscrivere la petizione che inviamo di seguito:

 

NO ALL'AUSTERITÀ. SÌ ALLA DEMOCRAZIA!

 

Attivisti di sindacati, organizzazioni e movimenti sociali, forze politiche di tutta Europa ci siamo incontrati ad Atene in un momento carico di responsabilità e significato storico. 

L'Europa è a un bivio. Non stanno solo cercando di distruggere la Grecia, stanno cercando di distruggere tutti e tutte noi. È il momento di alzare la nostra voce contro i ricatti delle oligarchie europee. 

Domenica prossima il popolo greco potrà decidere di rifiutare il ricatto dell'austerità votando per la dignità, con la speranza di un'altra Europa. 

Il momento storico impone a ciascuno in Europa di schierarsi. 

Diciamo NO all'austerità, ad ulteriori tagli alle pensioni, ad altri aumenti delle imposte indirette. 

Diciamo NO alla povertà e ai privilegi. 

Diciamo NO ai ricatti e alla demolizione dei diritti sociali. 

Diciamo NO alla paura e alla distruzione della democrazia. 

Diciamo insieme SÌ alla dignità, alla sovranità, alla democrazia e alla solidarietà con il popolo greco.

Ma questa non è una questione tra la Grecia e l'Europa. 

Riguarda due visioni contrapposte di Europa: la nostra Europa solidale e democratica, costruita dal basso e senza confini. E la loro versione che nega la giustizia sociale, la democrazia, la protezione dei più deboli, la tassazione dei ricchi. 

Basta! 

È troppo!

Un'Altra Europa è possibile ed è davvero necessaria. 

Costruiamo un forte OXI, un chiaro NO europeo e partecipiamo al nostro referendum, on line e fisicamente nelle piazze di tutta Europa. On line, si firma qui: www.change4all.eu              

In questo momento storico, facciamo appello al popolo europeo, ai sindacati, alle forze politiche, alle organizzazioni e movimenti sociali a esprimere il loro NO visibile alla austerità venerdì 3 luglio in tutta Europa. 

Troviamo il nostro modo per dire NO in tutte le lingue d'Europa!

Troviamo il nostro modo per dire OXI!

Domenica sarà un giorno decisivo per l'Europa. Per noi, popolo europeo. Per i nostri sogni, per le nostre speranze. Ma non dobbiamo dimenticare che non sarà l'ultimo nella strada della lotta comune per un'altra Europa, fatta dalle persone e al loro servizio. Continueremo a difendere la democrazia. 

 

Con la Grecia, per la democrazia e la giustizia sociale

Il messaggio del Forum Civico Europeo

 

Durante l’ultimo decennio, la fiducia popolare nel progetto europeo è crollata, insieme alla diminuzione dei livelli di vita e all’aumento della povertà per larghi strati della popolazione.  Le risposte istituzionali alla crisi finanziaria ed economica, basate sulla austerità per la classe media e povera, hanno aumentato le ineguaglianze, limitato la solidarietà e negato il primato dell’accesso effettivo ai diritti umani. In Grecia, cinque anni di austerità hanno esposto una larga parte della popolazione alla povertà e a un alto livello di esclusione sociale per colpa della disoccupazione, del taglio dei redditi e della negazione all’accesso ai diritti di base come la sanità, l’educazione e la casa.  In questo contesto, è allarmante vedere che la democrazia è diventata un concetto vuoto di contenuti per i leader europei, che trattano come radicale la possibilità data al popolo greco di decidere del loro futuro, come si evince dalla dichiarazione di ‘tradimento’ rivolta al governo greco dal presidente della Commissione Europea riferendosi alla rottura dei negoziati.  È davvero intollerabile che Juncker, il quale pretende di parlare sulla base di un mandato politico, faccia la lezione al popolo greco, e tratti la loro aspirazione democratica alla dignità come ‘egoismo nazionale’ e ‘suicida’.   Stiamo vivendo un momento cruciale per l’Unione Europea. Che significa uguaglianza e solidarietà quando l’Europa affronta così la situazione finanziaria in Grecia e la situazione sociale delle persone che lì vivono? 

Che significa solidarietà quando l’Europa affronta  le conseguenze delle migrazioni dai paesi colpiti dalla guerra, dalla povertà e dalla dittatura? Che significa il progetto europeo quando i leader europei stanno chiaramente affrontando queste questioni contro i valori e gli obiettivi di quel progetto?  In questo contesto turbolento, è difficile affrontare tutte le situazioni con un approccio monolitico. Il Governo greco ha preso una decisione: chiedere al proprio popolo di votare sulle misure richieste dalle istituzioni per concedere i fondi di cui il governo greco ha bisogno per ripagare il debito. Per noi, cittadini europei, questo voto è sulla democrazia, sulla uguaglianza, sulla solidarietà. Questo non è un conflitto fra Grecia ed Europa. È in gioco il nostro comune futuro! 

Stiamo dalla parte della Grecia!

 

 

 

 



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