Un Paese sempre più povero e più disuguale

13/12/2016



Dichiarazione di Filippo Miraglia, vicepresidente nazionale Arci

I dati sulla povertà resi noti oggi (elaborazione Openpolis), confermano quanto già sapevamo e denunciamo da tempo: la povertà ha raggiunto livelli oramai intollerabili in Italia, più preoccupanti  che in altri Paesi dell’UE, e la precarizzazione del lavoro (lo scandalo dei voucher è lì a testimoniarlo) non fa altro che aumentare le diseguaglianze e l’ingiustizia sociale. 

In 10 anni (dal 2005 al 2015) il numero delle persone che vivono sotto la soglia di povertà è più che raddoppiato (si calcola che oggi siano 4,6 milioni) e le politiche pubbliche, dalle scelte economiche, a quelle sul lavoro e sul welfare, hanno contribuito a peggiorare la situazione e non a migliorarla o mitigarla. 

Questo dato è tanto più odioso se si guarda alle categorie più colpite: giovani, donne e bambini.
Il nuovo governo, il presidente del Consiglio Gentiloni, vorrà farsi carico, da subito, di questa emergenza sociale?

Noi auspichiamo che quello appena insediato dimostri subito la volontà di non essere un governo di scopo, natalizio, ma che eserciti appieno il suo ruolo e affronti con serietà le emergenze del Paese, non solo quelle istituzionali, come la riforma della legge elettorale. 

Sappiamo che la legge di bilancio è già stata approvata. Ma chi governa ha la responsabilità di dare risposte concrete e in tempi utili. La povertà e l’emergenza sociale  che ne consegue, come ben confermano questi dati, dovrebbe essere il primo pensiero del nuovo Presidente del Consiglio. 
Nelle diseguaglianze crescenti trovano sempre più spazio la rabbia e l’odio sociale, alimentato spesso da false verità razziste volte a individuare un capro espiatorio.   

Se non si vuole regalare questo Paese alla cultura xenofoba e alla destra politica, lasciando dilagare l’odio sociale, si cominci subito a investire in maniera seria e consistente nella lotta alla povertà e alle diseguaglianze. 

Roma, 13 dicembre 2016

 



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