Voci dall'Egitto n. 11 - febbraio 2017

06/02/2017






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Notizie sulla violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali

numero 11 / febbraio 2017


9 gennaio

Ahmed Maher in semi-libertà dopo il rilascio

9_gennaio.jpgDopo essere stato rilasciato dalla prigionia la scorsa settimana, l’attivista e cofondatore del Movimento 6 Aprile, Ahmed Maher, sarà sottoposto per i prossimi tre anni a una forma di semi-libertà che lo costringe a passare tutte le notti (dalle sei del pomeriggio alle sei del mattino) in una stazione di polizia. Durante la sua prima notte nella stazione di polizia del Cairo è stato lasciato in un corridoio, senza che neppure gli fosse messa a disposizione una sedia. Il Movimento 6 aprile è stato dichiarato organizzazione illegale dal governo egiziano nel 2014.

 

10 gennaio

Ancora nessuna decisione formale sulla legge contro le ONG

Quarantadue giorni dopo l’approvazione in Parlamento della nuova restrittiva legge contro le organizzazioni non governative, il Presidente Al-Sisi non ha firmato la legge, e non l’ha neppure rinviata al Parlamento per modifiche, come prevede la Costituzione Egiziana. Secondo la legge il Presidente ha un mese di tempo per agire, limite che in questo caso è stato superato. Il 10 dicembre Al-Sisi ha dichiarato di non aver ancora ricevuto la legge dal Parlamento e la Costituzione non prevede procedure in caso il Parlamento non invii al Presidente una legge approvata. Molte le spiegazioni addotte da diversi parlamentari, dalla necessità di revisioni linguistiche all’ipotesi che si aspetti un momento in cui intorno alla famigerata legge ci sia minor attenzione.

 

11 gennaio

Altre tre condanne al congelamento dei beni

26_gennaio.jpgAltre tre condanne al congelamento dei beni personali e associativi sono state emesse dal Tribunale del Cairo contro tre dirigenti di organizzazioni non governative: Mozn Hassan di Nazra for Feminist Studies, Mohamed Zaree dell’Arab Organization for Criminal Reform, e Atef Hafez dell’Arab Organization for Judicial Reform, tutti accusati di aver ricevuto illegalmente fondi stranieri. L’organizzazione femminista Nazra ha pubblicato, dopo la condanna, un comunicato dove afferma che “sebbene il congelamento dei beni limiterà ovviamente il nostro lavoro, il nostro team proseguirà il lavoro che abbiamo iniziato con tutte le nostre energie e con gli strumenti garantiti dalla Costituzione e dalla legge”.

 

13 gennaio

Il Governo crea una zona rossa anti-proteste

La Gazzetta Ufficiale egiziana ha pubblicato una notizia riguardante la creazione, da parte del Governo, di zone rosse di ottocento metri intorno a edifici vitali - inclusa la sede del governo, di organizzazioni internazionali, sedi di delegazioni internazionali- nelle quali è vietata ogni tipo di protesta. La decisione è stata presa attraverso una modifica del decreto che regolamenta assemblee pubbliche e manifestazioni, ed entrerà subito in vigore.

 

17 gennaio

Condannati diciannove dimostranti

vertical_rit.jpgUn tribunale ha condannato diciannove dimostranti a due anni di reclusione con lavori forzati per aver protestato senza autorizzazione nel novembre scorso. Le proteste, che hanno avuto luogo l’11 novembre, erano state organizzate dal gruppo “Movimento dei Poveri” in opposizione al deteriorarsi della situazione economica in Egitto, che ha portato all’aumento dei prezzi di molti prodotti essenziali.

 

18 gennaio

Arrestati otto leader dei Fratelli Musulmani

Otto leader dei Fratelli Musulmani sono stati arrestati durante una riunione al Cairo per “aver incitato l’opinione pubblica contro il governo”. Secondo i servizi di sicurezza, i leader stavano progettando di utilizzare l’instabilità economica in Egitto per incoraggiare la violenza e il caos. La riunione è stata dispersa dopo un raid delle forze di polizia. L’organizzazione dei Fratelli Musulmani è stata dichiarata organizzazione terroristica nel 2013.

 

23 gennaio

Anche Mohamed Adel deve scontare tre anni di semi-libertà

Dopo Mohamed Adel anche un altro fondatore del Movimento 6 Aprile, Ahmed Mahler, è stato rilasciato ma obbligato a tre anni di semi-libertà. I due ragazzi sono costretti a passare tutte le notti in una stazione di polizia. Entrambi erano stati condannati nel dicembre 2013 per aver violato la legge egiziana sulle manifestazioni di protesta e per aver attaccato un ufficiale della sicurezza.

 

24 gennaio

La televisione di stato trasmette il video di Giulio Regeni

regeni-cairo.JPGLa televisione di stato egiziana ha trasmesso il video di Giulio Regeni, registrato due settimane prima del suo rapimento e della sua morte. Il video mostra Regeni in conversazione con il rappresentante del Sindacato Indipendente dei venditori ambulanti Mohamed Abdallah. Abdallah chiede a Regeni di chiedere fondi a una fondazione britannica per aiutarlo a sostenere le spese per un intervento chirurgico di sua moglie. Regeni risponde che non può chiedere fondi per motivi personali. La versione egiziana mandata in onda è tagliata rispetto a quella trasmessa in Italia.

 

25 gennaio

Al-Sisi celebra la rivoluzione egiziana con un discorso in TV

Nel sesto anniversario della rivoluzione egiziana, il presidente Al-Sisi ha dichiarato in un discorso alla televisione che la rivoluzione del 2011 è stata una svolta nella storia di Egitto e ha rappresentato le speranze egiziane per il futuro e il desiderio di cambiamento. Tuttavia, secondo Al-Sisi, “la rivoluzione è stata poi sequestrata da persone per propri interessi anti patriottici, che sono stati poi respinti nel giugno 2013 nel colpo di stato contro il terrorismo e i gruppi oscuri”. In occasione di questa giornata sono stati rilasciati 1280 detenuti.

 

26 gennaio

Human Rights Watch critica la Lista dei Terroristi

ultima.jpgHuman Rights Watch ha criticato in un comunicato la decisione del governo egiziano di inserire 1500 persone in una lista di terroristi “per il loro sostegno ai Fratelli Musulmani”. L’organizzazione non governativa critica l’uso indiscriminato in Egitto di leggi anti-terrorismo a maglie molto larghe per comminare condanne a persone che non sono messe in grado di difendersi, mentre i loro diritti a un giusto processo vengono seriamente violati. Il comunicato è stato emesso a seguito della decisione, la scorsa settimana, presa da un tribunale del Cairo che ha congelato i beni, privato dei diritti politici e comminato il divieto a viaggiare a ben 1538 persone.

 

27 gennaio

Anche all’attivista Negad al-Borai viene fatto divieto di viaggiare

Al Direttore dello United Group for Law, l’avvocato attivista Negad al-Borai, è stato impedito di viaggiare. L’avvocato si è reso conto di essere stato inserito nella lista di coloro a cui è impedito lasciare l’Egitto mentre si stava recando in Giordania a visitare la sua famiglia. E’ da molti anni un difensore dei diritti umani molto conosciuto. Si era dimesso a gennaio del 2014 dal Consiglio Nazionale Egiziano per i Diritti Umani, accusando l’organismo di non essere abbastanza forte nella condanna delle violazioni ai diritti umani in Egitto.

 

30 gennaio

Al Sisi prepara per Trump la lista per l’estradizione degli egiziani all’estero

Il governo egiziano sta preparando una lista di 150 “terroristi” egiziani residenti all’estero, che sarà presentata al presidente USA Donald Trump per l’estradizione. La notizia è trapelata su un sito di informazioni considerato molto vicino ai servizi di sicurezza egiziani. La lista presenterebbe nomi di persone che attualmente vivono in Turchia, Qatar, Stati Uniti e Regno Unito. Nella lista ci sarebbe anche una organizzazione di società civile statunitense - Americani Egiziani per la Democrazia e i Diritti Umani - che sarebbero accusati di legami con attività terroristiche in Egitto. Ovvie le preoccupazioni relative al possibile uso di questa lista per estradare esponenti pacifici della opposizione e voci critiche. In una intervista recente il presidente Trump ha dichiarato su Al-Sisi: “Abbiamo una relazione molto, molto buona con il generale. Avremo un’ottima relazione con l’Egitto. Si è trovato in una situazione dura. E tutto quello che posso dire è che mi piace”.



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