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Voci dall'Egitto n. 4 - luglio 2016

12/07/2016




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Notizie sulla violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali

numero 4 / luglio 2016


1 giugno

Autorevoli attivisti interrogati senza avvocati difensori

 

1_giugno.jpgHaitham Mohammadein, Zizo Abdo, e Hamdy Qishta sono stati interrogati in assenza dei loro avvocati difensori, dopo che ai legali era stato comunicato un aggiornamento della udienza e avevano dunque lasciato il tribunale. Il procuratore ha esteso la detenzione preventiva dei tre attivisti per ulteriori quindici giorni, in attesa di ulteriori investigazioni. Mohammadein è un avvocato del lavoro e un socialista. Abdo fa parte del Movimento giovanile 6 aprile. Qishta è componente del Partito Dostour. Sono stati arrestati dopo le proteste contro il trasferimento di due isole all’Arabia Saudita, che si sono trasformate in contestazioni al regime. Anche la detenzione di Malek Adly, avvocato dei diritti è stata estesa di 15 giorni.

 

 

2 giugno

Il Ministro degli Esteri Egiziano critica la presa di posizione della Unione Europea sull’Egitto

 

Il ministro degli esteri egiziano ha rigettato la presa di posizione della Unione Europea che critica le violazioni della libertà di stampa e dei diritti umani in Egitto. “Prima di criticare ingiustamente la situazione delle libertà in Egitto, la Unione Europea dovrebbe prima riflettere su quanto queste critiche rendono più difficile il lavoro del governo” ha dichiarato il portavoce del ministero. “La UE dovrebbe invece dare la stessa attenzione alle condizioni di vita dei cittadini egiziani, e sostenere la capacità del governo di fornire servizi migliori agli egiziani, soprattutto a fronte delle minacce alla sicurezza e alle azioni dei gruppi estremisti”.

 

 

8 giugno

Le organizzazioni di società civile per i diritti chiedono la fine dell’isolamento in carcere

 

8_giugno.jpgIl Centro Egiziano per i diritti economici e sociali ha pubblicato un appello, indirizzato al capo dei servizi penitenziari, condannando la detenzione in isolamento dell’avvocato e attivista Malek Adly. La lettera cita innumerevoli norme violate dal tipo di detenzione inflitta ad Adly. Adly ha già trascorso 35 giorni in isolamento, durante i quali ha potuto lasciare la sua cella solo per gli interrogatori. Ciò gli procura problemi mentali, oltre che dolori alla schiena perché la sua cella non ha un letto. E’ stato arrestato il 5 maggio e la sua colpa è di far parte del team legale che ha proposto un referendum sulla cessione di due isole all’Arabia Saudita - decisione che ha scatenato grandi manifestazioni e proteste in Egitto. Il caso di Adly è al cuore di una più vasta campagna, promossa da ONG e social media, contro la pratica molto diffusa dell’isolamento in carcere.

 

 

8 giugno

Human Rights Watch condanna le inchieste per la Legge sulla Tortura

 

Human Rights Watch ha pubblicato una dichiarazione di condanna delle inchieste contro l’avvocato dei diritti umani Negad el-Borai e i giudici Hesham Raouf and Assem Abd el-Gabbar, colpevoli solo di aver proposto una legge anti-tortura. I reati che vengono loro imputati sono: aver dato vita a una struttura non autorizzata con l’intento di incitare alla resistenza alle autorità, realizzare attività per i diritti umani senza autorizzazione, ricevere fondi stranieri senza permesso, e diffondere false informazioni con il proposito di sovvertire l’ordine pubblico. L’appello di Human Rights Watch dichiara, fra l’altro: “Le autorità dovrebbero mettere sotto inchiesta coloro che torturano, non chi sta cercando di migliorare la legislazione egiziana, rendendola consona alle norme internazionali”.

 

 

10 giugno

Irruzioni nei caffè per imporre il digiuno del Ramadan

 

La polizia ha fatto irruzione in diversi caffè nel quartiere di Agouza al Cairo per impedire loro di servire cibo durante la giornata nel periodo di Ramadan. I raid sono stati organizzati dal vice presidente del distretto. Sono state sequestrate attrezzature dai ristoranti, nessuno è stato arrestato anche se la procura ha informato di aver avviato procedure legali contro i proprietari dei caffè. Servire e consumare cibo durante il Ramadan non è illegale in Egitto. Tuttavia, la polizia è intervenuta negli scorsi anni diverse volte contro coloro che non digiunano. Nel 2009, circa 150 persone furono arrestate. E nell’ultimo anno gli arrestati sono stati 25, anche se tutti rilasciati molto rapidamente.

 

 

13 giugno

Le organizzazioni per i diritti condannano la proposta di legge su Internet

 

13_giugno.jpgLe  organizzazioni egiziane per i diritti continuano la pressione sul Parlamento perché non approvi una proposta di legge sul crimine informatico che colpisce la libertà digitale di espressione. L’Associazione per la Libertà di Pensiero e di Espressione, la Iniziativa Egiziana per i Diritti Personali, e il Centro di Sostegno alla Informazione Tecnologica hanno pubblicato un report intitolato “Anti-Technology” sui problemi legati alla proposta di legge. Secondo il report, la legge è stata scritta in modo opaco e senza coinvolgimento della società civile e include articoli molto generici, che lasciano grande potere discrezionalità al sistema giudiziario. Prevede anche pene estremamente gravi per azioni sulle quali le persone possono non avere il controllo, come la distribuzione accidentale di virus. Inoltre, la proposta di legge prevede il carcere a vita per “l’incitazione alla protesta” tramite internet e la pena di morte per chi attraverso i mezzi digitali mette in pericolo la sicurezza dello stato.

 

 

14 giugno

Anche l’Andalus Institute nel processo contro le organizzazioni non governative

 

Un tribunale ha emesso la richiesta di congelare i beni dell’Andalus Institute for Tolerance and Anti-Violence Studies. Un’altra Ong entra nell’inchiesta contro la società civile democratica e indipendente. L’accusa è “di aver ricevuto grandi somme da fondi stranieri senza aver chiesto le necessarie autorizzazioni, e di aver usato quei fondi per preparare falsi report sui diritti umani in Egitto, che sono stati inviati a terzi allo scopo di ledere la reputazione internazionale dell’Egitto”.  Il procedimento sui fondi stranieri, attraverso il quale sono state messe sotto accusa dozzine di organizzazioni per i diritti, è stato aperto nel 2012, e fra gli altri ha coinvolto l’Arabic Network for Human Rights Information, l’ Egyptian Initiative for Personal Rights, il Cairo Institute for Human Rights Studies, Nazra for Feminist Studies, e El-Nadeem Center for Rehabilitation of Victims and Violence.

 

 

15 giugno

Le organizzazioni non governative lanciano la campagna per gli attivisti detenuti

 

Dieci organizzazioni non governative hanno rilanciato “Voices behind Bars - Voci dietro le Sbarre”, campagna per la difesa, il sostegno e la mobilitazione per centinaia di giovani attivisti attualmente imprigionati solo per “aver esercitato il loro diritto di opinione e di espressione”.  La campagna è sostenuta da reti internazionali e da organizzazioni nazionali di diversi paesi, fra le quali l’Arci.

 

 

16 giugno

Attivisti denunciano in Parlamento le violazioni dei diritti umani

 

Attivisti del Fronte per la Difesa della Libertà hanno denunciato in Parlamento il deterioramento dei diritti umani in Egitto. La delegazione ha discusso i processi ingiusti, il trattamento inumano dei detenuti, il crescente numero di casi di tortura, e di sparizioni forzate. Salah Fouad, vice ministro dell’interno per il dipartimento dei diritti umani, ha replicato che ci sono “spiegazioni plausibili” per molte delle sparizioni, fra cui la immigrazione illegale.

 

 

16 giugno

Cinque partiti politici chiedono la fine degli interrogatori per gli avvocati anti-tortura

 

16_giugno.jpgCinque partiti politici hanno firmato un appello in difesa dei giudici

Hesham Raouf e Assem Abdel Gabbar, così come dell’avvocato e attivista Negad el-Borai, che sono tutti sotto inchiesta per aver redatto una proposta di legge anti-tortura. I partiti firmatari sono:  Partito Dastour, Popular Current, Egyptian Social Democratic Party, Bread and Freedom Party, e Socialist Popular Alliance Party, insieme a ventitré organizzazioni per i diritti. “La proposta di legge meriterebbe apprezzamenti” si dice nel testo “ invece che la persecuzione di chi la ha proposta”.  I reati di cui si pensa verranno accusati, invece, sono “impegno politico in violazione della legge e cooperazione con organizzazioni illegali”.

 

 

17 giugno

Mina Thabet rilasciato dopo un mese di prigione

 

Il ricercatore e attivista dei diritti umani Mina Thabet è stato rilasciato su cauzione. Thabet è il direttore della Commissione Egiziana per i Diritti Umani e le Libertà per le minoranze e i gruppi marginalizzati. E’ accusato di associazione a un gruppo terrorista, di incitazione alla protesta, di attacco a stazioni di polizia, e possesso di pubblicazioni incitanti al rovesciamento del governo. Era stato arrestato nel cuore della notte del 19 luglio, quando la polizia aveva fatto irruzione a casa sua senza mandato.

Thabet è stato detenuto in carcerazione preventiva per un mese. Nell’ultimo periodo, non era più in grado di camminare senza l’aiuto di stampelle, a causa delle inumane condizioni di detenzione. Il rilascio è avvenuto dopo una forte pressione per la sua liberazione attuata dalla comunità internazionale dei difensori dei diritti umani. La sua associazione collabora con la famiglia di Giulio Regeni per la verità e la giustizia sul giovane ricercatore italiano assassinato.

 

 

21 giugno

Attivista detenuto picchiato dalla polizia

 

lunga.jpgHamdy Qeshta, attivista del Movimento Giovanile 6 Aprile e del partito liberale Dostour, ha denunciato di essere stato assalito e malmenato da funzionari di polizia mentre era trattenuto in una stazione di polizia. In una lettera dal carcere, Qeshta ha denunciato di essere stato aggredito dopo aver dichiarato di avere dei diritti. Un funzionario di polizia gli avrebbe risposto che i detenuti non hanno diritti, per poi malmenarlo e ammanettarlo a una porta. Le percosse sono poi state ripetute da altri funzionari, ai quali Qeshta aveva cercato di denunciare l’accaduto.

 

 

22 giugno

Le organizzazioni non governative denunciano discriminazioni religiose

 

La Egyptian Initiative for Personal Rights ha pubblicato un report che denuncia 70 casi di discriminazione contro musulmani sciiti in Egitto. Il report, intitolato “La diversità proibita nella religione di stato” dichiara che questi casi sono il frutto delle politiche di stato che creano condizioni favorevoli all’oppressione dei non-Sunniti. Il report raccomanda “lo sviluppo di un quadro istituzionale per affrontare le forme di discriminazione attraverso un comitato per contrastare le discriminazioni” e l’abolizione delle legge sulla diffamazione.

 

 

23 giugno

Le organizzazioni non governative chiedono il rilascio della band satirica “Bambini di strada”

 

Human Rights Watch, insieme a parecchie altre organizzazioni non governative egiziana, ha chiesto il rilascio della band satirica Atfal al-Shawarea (Bambini di Strada), dichiarando che l’inchiesta “viola il diritto alla libera espressione”. L’Arabic Network of Human Rights Information ha chiesto alle autorità egiziana “l’immediato rilascio della band, il rispetto della costituzione della legge, la possibilità per tutti di dare voce alle proprie opinioni usando video, scrittura o post on-line”. La band produce video satirici e li posta online. Una settimana prima dell’arresto, il gruppo ha diffuso un video ironico sul presidente Al-Sisi, sulla cessione all’Arabia Saudita di due isole, e chiedendo al regime di andarsene. Quattro dei componenti della band sono in prigione dal 10 maggio. Tutti e sei i componenti della band sono sotto processo, per incitamento alla protesta e uso di Internet per insultare le istituzioni dello stato, e probabilmente anche per terrorismo.

 

 

26 giugno

La direttrice di Nazra for Feminist Studies sottoposta a divieto di viaggio

 

26_giugno.jpegMozn Hassan, direttore esecutivo e co-fondatrice di Nazra for Feminist Studies, ha ricevuto l’ordine di divieto a viaggiare mentre cercava di imbarcarsi su un volo per Beirut, in riferimento alla causa contro i finanziamenti stranieri alle organizzazioni non governative. Hassan lavora sulle donne nello spazio pubblico, ma offre anche sostegno medico, psicologico e legale alle vittime di violenza sessuale, è impegnata per la partecipazione politica delle donne. Era già stata convocata per un interrogatorio a marzo, ma l’udienza era stata posticipata e per ora non si è mai tenuta. Altre tre impiegate di Nazra erano già state interrogate in relazione alla stessa inchiesta.

 

 

28 giugno

Le organizzazioni di società civile egiziana organizzano una conferenza contro i processi militari

 

L’Egyptian Center for Economic and Social Rights ha ospitato una conferenza dal titolo “Contro i processi militari per i lavoratori”, durante il quale sono stati criticati i processi militari a cui sono stati sottoposti i lavoratori della Alexandria Shipyard Company. L’avvocato Osama al-Mahdy ha chiesto che il governo rilasci tutti i civili processati da tribunali militari, proibisca per legge il processo di civili in tribunali militari, e risarcisca coloro che sono stati processati nei tribunali miliari. Il 30 maggio, ventisei civili sono stati incriminati e interrogati dalle autorità giudiziarie militari per aver instigato allo sciopero e al blocco della produzione nella Alexandria Shipyards Company, che è di proprietà del Ministero della Difesa. I lavoratori chiedevano l’istituzione di un salario minimo nazionale e il pagamento di molti arretrati. Durante il blocco, la azienda ha operato a circa il dieci per cento della sua capacità.



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