Voci dall'Egitto n. 5 - agosto 2016

01/08/2016




Notizie sulla violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali

numero 5 / Agosto 2016



1 luglio

I numeri della repressione

 

1_luglio.jpgPrigioni: l’Egitto ha arrestato più di 40.000 persone per motivi politici dalla metà del 2013.

Tortura: El Nadeem Center per la riabilitazione delle vittime di violenza riporta 137 morti per tortura durante la detenzione nel 2015. Altre organizzazioni locali hanno documentato altre centinaia di casi.

Uccisioni extragiudiziali: i gruppi per i diritti umani hanno documentato 754 uccisioni extragiudiziali da parte delle forze di sicurezza nel 2016.

Sparizioni forzate: fra dicembre 2015 e marzo 2016, 204 persone sono state rapite e fatte scomparire dalle forze di sicurezza egiziane.

Tribunali militari: Human Rights Watch riporta che almeno 7.420 civili egiziani sono stati giudicati da tribunali militari a partire dall’ottobre 2014

Condanne a morte: circa 1.700 persone sono state condannate a morte dal 2014 in processi giudicati ingiusti e politici da parte di molti osservatori internazionali.

Libertà di stampa: l’Egitto è secondo solo alla Cina per numero di giornalisti in prigione. Solo nel dicembre 2015 almeno 23 giornalisti sono stati imprigionati con il pretesto della sicurezza nazionale.

Libertà di espressione: continuano ad essere perseguiti numerosi casi di blasfemia, che colpiscono artisti, poeti e anche giovani.

Libertà di associazione: le associazioni sono sotto attacco grazie a una legge restrittiva e alla riapertura della causa 173 che permette di portare sotto processo le ONG che hanno ricevuto finanziamenti dall’estero - comprese istituzioni e fondazioni internazionali.

 

 

3 luglio

Le organizzazioni per i diritti denunciano gli abusi sui detenuti e le condanne a morte

 

Il National Council for Human Rights (NCHR) ha denunciato nel suo rapporto annuale le numerose violazioni dei diritti umani in Egitto avvenute nello scorso anno, soffermandosi in particolare sugli abusi sui detenuti, che hanno portato a numerose morti in carcere a causa delle torture o delle condizioni inumane di detenzione. Nel contempo, l’Arabic Network for Human Rights Information ha segnalato nel suo report mensile che solo a giugno 32 persone sono state condannate a morte e 781 civili sono stati processati da tribunali militari.

 

 

7 luglio

Le ONG criticano l’Egitto nel Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite

 

La comunità delle organizzazioni non governative ha criticato l’Egitto al Consiglio ONU per i Diritti Umani a causa della sua crescente ostilità verso la società civile. Undici organizzazioni egiziane hanno richiamato l’attenzione, attraverso un intervento in aula, sul processo in atto contro le ONG accusate di aver ricevuto finanziamenti dall’estero, chiedendo che l’Egitto chiuda la causa e faccia cadere tutte le accuse contro le associazioni e i difensori dei diritti umani.

 

 

8 luglio

Report delle ONG denuncia i rischi per i giornalisti stranieri

 

8_luglio.jpgI giornalisti stranieri al lavoro in Egitto affrontano seri rischi,  ha denunciato la associazione egiziana Giornalisti Contro la Tortura (JATO). Secondo l’associazione, il governo aggira le leggi che proteggono i giornalisti stranieri accusandoli di “attentare alla sicurezza nazionale”. Il report dell’associazione denuncia molti casi di violazioni dei diritti dei giornalisti stranieri in Egitto, “perseguiti dalle autorità, visti con sospetto da molti residenti, accusati di spionaggio, persino incarcerati o deportati”. Il Comitato per la Protezione dei giornalisti (CPJ) ha riportato che ci sono 23 giornalisti attualmente in carcere in Egitto. Intere emittenti, come Al-Jazeera e la agenzia di stampa turca Anadolu, hanno ricevuto il divieto di operare o sono state obbligate a chiudere i loro uffici.

 

 

12 luglio

Le associazioni egiziane chiedono emendamenti alla legge sulle manifestazioni di protesta

 

Il Fronte per la Difesa delle Libertà, una coalizione di 17 associazioni egiziane, ha tenuto una conferenza stampa per chiedere emendamenti alla molto discussa legge sulle manifestazioni di protesta. “Questa legge ha fatto già molte vittime” hanno dichiarato. “Centinaia di persone sono state condannate alla prigione, o sono morti in scontri violenti con le forze di polizia”.  Le associazioni hanno chiesto che venga riconosciuto ai cittadini il diritto di riunirsi in spazi pubblici, come previsto dal diritto internazionale e che venga abolito il necessario permesso preventivo per ogni manifestazione. Le associazioni chiedono che gli effetti della necessaria modifica della legislazione corrente siano retroattivi, in modo da liberare le persone condannate in base alla legge attuale.

 

 

12 luglio

Altri 15 giorni di detenzione preventiva ai tre avvocati attivisti

 

Gli avvocati attivisti Haitham Mohamedein, Zizo Abdo, e Hamdy Qeshta rimarranno in carcere: la loro detenzione preventiva è stata allungata di altri 15 giorni. Sono in carcere dalla fine di aprile, per il loro supposto coinvolgimento nelle proteste di massa contro il trasferimento di due isole all’Arabia Saudita. Secondo gli avvocati della difesa, avrebbero subito abusi in carcere.

 

 

13 luglio

Amnesty pubblica un report sulle sparizioni forzate

 

13_luglio.jpgIl report si intitola “Egitto - “Ufficialmente, tu non esisti”: sparizioni e torture in nome del contro-terrorismo”. Il report riferisce che le associazioni egiziane denunciano in media tre o quattro sequestri al giorno, che di solito avvengono dopo irruzioni di forze di sicurezza pesantemente armate nelle case a scopo di perquisizione. La situazione è peggiorata negli ultimi 18 mesi, dopo la nomina a Ministro degli Interni di Magdy Abd el-Ghaffar nel marzo 2015. Spesso le vittime di sparizioni forzate sono torturate allo scopo di estorcere una confessione. Amnesty ha documentato metodi di tortura che includono scosse elettriche ai genitali, sospensioni prolungate per le braccia, e stupri. Amnesty richiede la fine della fornitura all’Egitto, da parte di tutti i governi della comunità internazionale democratica, di armi ed equipaggiamenti che sono usati dalla polizia e dalle forze di sicurezza per violare i diritti umani.

 

 

14 luglio

Il tribunale rende pubblici i dettagli della causa contro l’Andalus Institute

 

Il  Tribunale Penale del Cairo ha pubblicato le ragioni della sua inchiesta contro l’associazione l’Andalus Institute per la Tolleranza e gli Studi contro la Violenza. Il mese scorso, il tribunale ha congelato i beni dell’associazione e del suo direttore Ahmed Samih. Secondo il tribunale, Andalus è una “istituzione illegittima che mira a minacciare la sicurezza nazionale attraverso la diffusione di notizie fabbricate ad arte e che diffonde informazioni false circa la discriminazioni verso la comunità copta e bahai”. Il direttore poi è accusato di aver ricevuto fondi dalla Unione Europea e dal National Endowment for Democracy.

 

 

15 luglio

Le associazioni femministe condannano l’inchiesta contro Mozn Hassan

 

15_luglio.jpegUna lettera firmata da 23 organizzazioni femministe arabe critica l’Egitto per la sua inchiesta su Mozn Hassan, la direttrice esecutiva della associazione Nazra per Studi Femministi. La lettera descrive l’inchiesta come “arbitraria” e chiede all’Egitto di “smettere di avere i difensori dei diritti umani come bersaglio” e “di chiudere la causa sui fondi stranieri usata contro le associazioni immediatamente”.

 

 

16 luglio

La causa sui finanziamenti stranieri delle associazioni colpisce anche il Consiglio per i Diritti Umani

 

Nasser Amin, avvocato dei diritti umani e componente del Consiglio Nazionale per i Diritti Umani (NCHR) è stato informato di aver ricevuto un divieto di viaggiare mentre stava per imbarcarsi su un volo per Beirut. Il divieto è stato comminato in relazione alla causa contro le ONG per i finanziamenti stranieri. E’ il quinto esponente di spicco della comunità egiziana dei diritti umani a ricevere il divieto di viaggiare. In un comunicato stampa, Amin denuncia che tale provvedimento è in contrasto con la costituzione egiziana, è un tentativo per azzittire i difensori dei diritti umani, e restringe lo spazio pubblico egiziano. Nello stesso comunicato, Amin annuncia che contrasterà il divieto in tribunale.

 

 

17 luglio

Il tribunale rigetta la richiesta di sospensione della condanna di Ahmed Naji Stay

 

head_verticale2.jpgLa richiesta di sospensione della condanna a due anni di carcere dello scrittore Ahmed Naji è stata rigettata. Naji è stato arrestato per aver scritto materiale che offenderebbe la “moralità pubblica” nel suo libro “L’uso della vita”. Il tribunale ha deciso che il romanzo è “malizioso” ed è una “violazione della santità della morale e dell’etica”. Il verdetto ora è soggetto ad appello davanti alla Corte di Cassazione. Naji è in prigione da sei mesi, e l’udienza è stata la prima opportunità per molti amici e familiari per vederlo dopo l’arresto, poiché le visite in carcere sono consentite solo ai parenti più stretti. I suoi sostenitori, incluso il sindacato dei giornalisti, hanno sempre sostenuto che la sentenza viola l’articolo 71 della Costituzione egiziana che protegge la libertà di espressione.

 

 

18 luglio

Di nuovo prolungata la detenzione in isolamento di Malek Adly

 

La detenzione in isolamento dell’avvocato e attivista Malek Adly è stata di nuovo rinnovata per altri 15 giorni. Arrestato il 5 maggio, è in isolamento da 73 giorni. Le sue condizioni mentali e fisiche hanno subito un grave deterioramento. L’avvocato Tarek el Adawy descrive il trattamento subito da Adly come una “vendetta”, e denuncia la detenzione in isolamento prolungato come una palese violazione dei regolamenti carcerari.

 

 

19 luglio

Rinviata al 15 agosto l’udienza del processo di cinque associazioni

 

E’ stata rinviata al 15 agosto l’attesa udienza del processo ai dirigenti di cinque autorevoli associazioni dei diritti egiziani: Hossan Bhagat, fondatore della Egyptian Initiative for Personal Rights; Gamal Eid, direttore esecutivo dell’Arabic Network for Human Rights Information; Bahey Eddin Hassan, fondatore del Cairo Institute for Human Rights Studies, insieme a un impiegato del centro; Mostafa al-Hassan, manager del Hisham Mubarak Law Center; e Abdel Hafez Tayel, a capo dell’Egyptian Center for Right to Education. Anche loro sono chiamati a giudizio per la causa sui fondi stranieri, e anche loro rischiano il congelamento dei beni personali oltre a quelli della associazione. A loro difesa Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti Umani del Senato italiano e Pia Locatelli, presidente del Comitato Diritti Umani della Camera dei Deputati italiana hanno scritto una forte e chiara lettera al presidente egiziano Al-Sisi.

 

 

22 luglio

Il parlamento approva emendamenti alla legge sui sindacati

 

22_luglio.jpgIl Parlamento egiziano ha approvato quattro emendamenti alla controversa legge sui sindacati, concentrando ulteriormente potere nelle mani del sindacato ufficiale para-governativo ETUF - Egyptian Trade Union Federation. Il Direttore del Centro per i Servizi ai Sindacati e ai Lavoratori Kamal Abbas ha dichiarato che “i rappresentanti dei sindacati indipendenti sono stati completamente esclusi dal processo di scrittura degli emendamenti”. Il Sindacato ufficiale egiziano si oppone ai sindacati indipendenti sin dalla loro nascita nel 2008.

 

 

27 luglio

Il Tribunale estende la detenzione preventiva per giornalisti arrestati

 

Un tribunale del Cairo ha esteso la detenzione preventiva dei giornalisti Amr Badr e Mahmoud el-Sakka per quindici giorni. I due giornalisti sono accusati di aver diffuso false informazioni, aver incitato alla protesta, cercato di rovesciare il regime, e di attentato alla unità nazionale. I giornalisti sono stati arrestati durante l’irruzione nella sede del Sindacato dei Giornalisti avvenuta dopo le grande proteste in Egitto per la cessione di due isole all’Arabia Saudita.



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